«SE VUOI che Alysa Liu vinca a tutti i costi, dalle la medaglia d’oro adesso e non lasciarci più competere in questi spettacoli senza senso»

Milano, 23 febbraio 2026 – Il pattinaggio di figura femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ha lasciato un segno indelebile, ma non per la bellezza delle esibizioni o per l’oro vinto da Kaori Sakamoto. Ciò che conta, 24 ore dopo la gara, è la dichiarazione bomba di Isabeau Levito, la 18enne italoamericana che ha concluso al quinto posto nonostante una prestazione quasi perfetta.
Le sue parole, pronunciate in conferenza stampa con un misto di rabbia contenuta e profonda delusione, hanno scatenato una tempesta mediatica internazionale, diviso tifosi ed appassionati e riaperto l’eterno dibattito sulla credibilità del sistema giudicante dell’ISU.

La frase pronunciata da Levito – «Se vogliono che Alysa Liu vinca a tutti i costi, datele subito la medaglia d’oro e non lasciateci più competere in questi spettacoli senza senso» – è diventata virale in meno di un’ora. Pronunciato in inglese durante la conferenza post gara, è stato tradotto e rilanciato da migliaia di account italiani, americani e asiatici.
Ma non è stata solo la provocazione a far discutere: Isabeau è andata oltre, accusando esplicitamente i giudici di “palese parzialità e inganno” nel valutare Alysa Liu, la pattinatrice americana di origini cinesi che ha vinto il bronzo nonostante due evidenti cadute nello stile libero.
«Ho eseguito il mio programma quasi alla perfezione – ha detto Levito con voce ferma ma tremante – solo un piccolo errore nel triplo flip, pulito, espressivo, con i componenti che avrebbero dovuto rispecchiare la qualità artistica. Invece ho preso PCS inferiori rispetto ad Alysa, che è caduta due volte, una in un elemento combinato. È matematicamente inspiegabile. È un insulto al pattinaggio artistico. I punteggi dei membri non erano accettabili, punto”.
Il verdetto finale ha lasciato molti senza parole:
– **Kaori Sakamoto (Giappone)**: oro con 233.48 punti – **Loena Hendrickx (Belgio)**: argento con 229.71 – **Alysa Liu (USA)**: bronzo con 225.19 – **Hana Yoshida (Giappone)**: 4a con 224.88 – **Isabeau Levito (USA)**: 5a con 223.62
La differenza cruciale è stata nei **Program Components Scores** (PCS): Alysa ha ricevuto una media di 9,25–9,40 nei cinque criteri artistici nonostante le cadute, mentre Isabeau si è fermata a 9,00–9,15 nonostante abbia eseguito un libero tecnicamente superiore (TES più alto di circa 4 punti). Il gap nel PCS ha ribaltato una gara che, secondo molti analisti neutrali, avrebbe dovuto vedere Levito sul podio.

### La reazione in Italia: orgoglio ferito e rabbia diffusa
In Italia la notizia ha avuto un impatto enorme, non solo perché Isabeau è figlia di madre italiana e parla fluentemente la lingua, ma perché rappresenta un simbolo del talento europeo in uno sport dominato da americani, russi e giapponesi. Sui social media italiani (#IsabeauRobbed, #MilanoCortinaScandal, #GiudiciCompri) e nei forum di pattinaggio (Patto di Ferro, Pattinaggio Artistico Italia) le reazioni sono state feroci.
“Isabeau pattinava come una regina e la trattavano come una serva”, scrive un utente su Instagram. «Due cadute e bronzo? Ma stiamo scherzando?”, ha commentato un altro su Facebook. La Gazzetta dello Sport titolava in prima pagina: “Isabeau derubata dell’oro possibile: il pattinaggio piange”. Il Corriere le ha dedicato un editoriale firmato da un ex giudice dell’ISU: “Il sistema PCS è diventato uno strumento politico. Quando un pattinatore americano cade due volte e prende componenti più alte di uno quasi perfetto, non è più sport: è diplomazia sul ghiaccio”.
Molti fan italiani hanno sottolineato il legame affettivo con Isabeau: «Lei è una di noi – scrive una tifosa milanese – ha sangue italiano, parla la nostra lingua, e l’hanno umiliata davanti al nostro pubblico».
### La risposta ufficiale: multa pesante e silenzio da parte di Alysa
L’ISU e il pattinaggio di figura degli Stati Uniti non si sono lasciati sfuggire. Meno di 12 ore dopo la conferenza stampa è arrivata la sanzione ufficiale: Isabeau Levito è stata multata di 15.000 franchi svizzeri (circa 15.800 euro) per “dichiarazioni lesive dell’immagine dell’Isu e della disciplina sportiva”. Nella nota ufficiale si legge: «Dichiarazioni pubbliche che mettono in dubbio l’integrità dei giudici senza prove concrete violano il codice etico dell’ISU. La sanzione è proporzionata alla gravità”.
Alysa Liu non ha rilasciato dichiarazioni dirette sulla controversia. Il suo account Instagram ha pubblicato solo una foto con la medaglia di bronzo e la didascalia: “Grata per questa esperienza olimpica. Grazie a tutti per l’affetto”. Silenzio anche dal suo staff e da US Figure Skating, che ha limitato la risposta a un generico: «Rispettiamo il lavoro dei giudici e celebriamo tutti i nostri atleti».
### Il dibattito tecnico: i numeri parlano da soli?
Analizzando i protocolli ufficiali pubblicati dall’ISU emergono evidenti anomalie:
– Alysa Liu ha ricevuto un PCS medio di 9,32 (Prestazione), 9,40 (Composizione), 9,38 (Interpretazione) nonostante due cadute che hanno eliminato il valore di un elemento combinato. – Isabeau Levito: 9.05 (Esecuzione), 9.10 (Composizione), 9.15 (Interpretazione) – valori più bassi nonostante un programma eseguito quasi in modo impeccabile e con maggiore complessità artistica secondo molti specialisti.
Il GOE (Grade of Execution) di Alysa è stato correttamente penalizzato per le cadute, ma i PCS – che rappresentano circa il 40% del punteggio totale – sembrano gonfiati. Esperti europei come l’ex giudice britannico Ted Barton hanno dichiarato in un’intervista a Eurosport: «Non esiste alcuna giustificazione tecnica per PCS così elevati dopo due gravi errori. È un’anomalia che lede la credibilità dello sport”.
### Conseguenze e futuro
La multa non ha spento la polemica, anzi l’ha alimentata. In Italia si parla già di una petizione online per chiedere trasparenza sui criteri di assegnazione dei PCS. In America, alcuni media hanno accusato Levito di “uva acerba”, mentre altri – tra cui figure di spicco come Tara Lipinski – hanno chiesto una verifica indipendente del sistema di giudizio olimpico.
Isabeau, dal canto suo, ha pubblicato una storia su Instagram dopo la multa: «Pagherò la multa, ma non ritratterò una parola. Ho pattinato per me e per chi crede nello sport pulito. Grazie a tutti gli italiani che mi hanno sostenuto qui a casa”.
Alysa Liu resta in silenzio, ma il bronzo olimpico – il primo per le donne Usa da Pechino 2022 – è ormai indissolubilmente legato a questa polemica.
Il pattinaggio di figura esce ferito da Milano Cortina 2026. Non per la qualità degli atleti, ma per la fiducia che il pubblico ripone nei giudici. Quando una frase come “datele subito la medaglia” diventa virale in tutto il mondo, significa che qualcosa nel sistema è profondamente rotto.